venerdì 10 maggio 2013

Book-to-Movie: La regina dei dannati

La rubrica dedicata ai romanzi divenuti film e serie tv
in uscita ogni venerdì solo su Over The Hills And Far Away


Buonasera folletti,
finalmente mi rilasso (uhm, non proprio, ma fa niente) dopo questi ultimi giorni. Ho pensato di riguardare un film e di darvi la mia opinione. Ok, magari non v'interessa quello che penso, ma prendete questo post per quello che è: un  vaneggiamento cine-letterario. Eh sì, perché, questa volta, parlerò davvero a ruota libera. Sicuramente qualcuno non sarà d'accordo (in fondo, il mondo è bello perché è vario, no?), ma questa sarà solamente la mia opinione personale, ok? Detto questo, possiamo anche partire.

La regina dei dannati, tratto dall'omonimo romanzo di Anne Rice, esce nel 2002 per la regia dell'australiano Michael Rymer (Allie & Me, Battlestar Galactica, FlashForward). Nel cast possiamo trovare nomi più o meno conosciuti, ma di questi ve ne parlerò lungo il cammino tortuoso del mio vaneggiamento commento.

Partiamo dal principio, che ne dite? La prima volta che vidi il trailer ne rimasi a dir poco elettrizzata. Ero reduce dalla lettura dei primi tre romanzi delle Cronache dei Vampiri ("Intervista col vampiro", "Scelti dalle tenebre" e "La regina dei dannati") e dalla visione della trasposizione cinematografica di Intervista col vampiro, e l'idea di vedere nuovamente sullo schermo quei vampiri che avevo tanto amato (ok, il mio preferito rimarrà sempre Louis... contrariamente al resto del mondo ^.*) mi piaceva.
Ho letto commenti che lo indicavano come "capolavoro" o "uno dei migliori film di vampiri che abbia mai visto", ma se devo essere sincera... ne sono rimasta alquanto delusa. Ho pensato subito al tempo perso che mai riavrò indietro.

La pellicola trae spunto, oltre che dall'omonimo romanzo, anche dal secondo capitolo della saga. Infatti, il vampiro Magnus, vero creatore di Lestat, viene, e lasciatemi passare il termine peraltro bruttissimo, "inglobato" nella figura di Marius. Cosa, questa, che mi ha fatto storcere il naso, ma non è stata l'unica.

Ho trovato il cast abbastanza buono, quello principale perlomeno, con un Lestat molto più vicino alla figura che Anne Rice ne da' nei propri romanzi (se paragonato a Tom Cruise). Nonostante Stuart Townsend (ingaggiato, successivamente, per il ruolo di Dorian Gray ne La leggenda degli uomini straordinari) non mi faccia impazzire, ammetto che non è malaccio. Così come Vincent Perez (stupendo nel film Lo straniero che venne dal mare) nel ruolo di Marius. Ho trovato splendida e veramente perfetta Aaliyah (morta per un incidente aereo nel 2001 e vista in Romeo deve morire) nel ruolo di Akasha: è stata a dir poco fantastica.
Ho trovato molto azzeccata la scelta di Lena Olin per impersonare Maharet, ma sono rimasta sorpresa per il taglio del personaggio della gemella Mekare. A mio avviso, la storia delle gemelle poteva essere portata avanti e sviluppata in un modo migliore di quanto fatto alla fine.
Non vi starò nemmeno a parlare degli altri personaggi marginali, tra cui un Armand davvero poco "angelico" anche se con l'età giusta (vi voglio ricordare che venne interpretato da Antonio Banderas di gran lunga più maturo) e un Louis... mah,... mi mancano le parole.
Non mi è affatto piaciuto lo stravolgimento della trama sul rapporto tra Lestat e Jesse e, ovviamente, l'epilogo del film (che non vi svelerò). In genere, quando mi ritrovo a guardare una trasposizione risulto parecchio polemica e pignola, eppure tendo a chiudere un occhio su piccole cose che rendono il film fluido.

Probabilmente, se non avessi letto prima i romanzi, la mia opinione in merito sarebbe diversa. Quindi, dopo aver criticato, devo riconoscere che questa pellicola trova nella colonna sonora, e in Aaliyah, il suo vero punto di forza.

Giudizio personale:


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